Al via a Roma le locazioni
a canone concordato
Giuliano Mandolesi
Dopo oltre 15 anni il Comune di Roma ha un nuovo accordo territoriale per la stipula dei contratti di locazione a canone concordato (ex articolo 4 della legge n.431 del 9 dicembre 1998).
Dal 2014 i contratti di locazione a canone concordato hanno riscontrato un grande successo sulla popolazione grazie alla tassazione agevolata garantita dalla cedolare secca con aliquota flat al 10%, crescita frenata unicamente dai parametri locativi al metro quadro, obsoleti e fermi all’ultimo accordo territoriale del siglato nel lontano 2004. A differenza dei contratti «a canone libero» infatti, per utilizzare quelli «a canone concordato» e usufruire con la scontistica connessa bisogna rispettare dei parametri locativi (agevolati per i conduttori) e stabiliti tra le organizzazioni rappresentative di inquilini e proprietari che fissano un prezzo di locazione minimo e massimo al metro quadro variabile a seconda dell’ubicazione dell’immobile e con ulteriori maggiorazioni concesse in relazione sia alla della durata del contratto sia alla caratteristiche dell’abitazione stessa. A decorrere dall’11 marzo 2019 quindi, in attuazione della legge 431/98 e del Dm del 16/1/2017 del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, è entrato in vigore il nuovo accordo territoriale sottoscritto il 27 febbraio 2019 tra le organizzazioni rappresentative degli inquilini e della proprietà del Comune di Roma Capitale, al fine di aggiornare i pregressi parametri di locazione e di ripartire in conformità alle microzone Omi il territorio del comune al fine di rendere inequivocabile l’ubicazione delle singole unità immobiliari interessate. Per i privati vi è infatti la possibilità di scegliere tra l’utilizzo della tassazione a cedolare secca con aliquota del 10% (invece di quella al 21%) oppure di pagare l’Irpef ordinaria ma con sconto del 30% sull’imponibile, mentre i locatori a partita Iva invece essendo esclusi dalla tassa piatta, avranno come unico sconto previsto quello del 30% sul reddito da contratto. Per tutti, privati e non, è stabilito uno sconto del 25% su Imu e Tasi. Disposizioni agevolate ad hoc anche per l’imposta di registro.
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